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B.1 Come si effettua la valutazione dell'esposizione a Radiazione UV solare?

Ai fini protezionistici per quantificare il rischio di insorgenza di danno per patologie foto-indotte della pelle, viene utilizzata l’Esposizione Radiante Efficace o Dose efficace, Heff, ottenuta dall'integrale nel tempo dell'irradianza efficace ottenuta a sua volta ponderando l’irradianza spettrale con uno spettro d'azione relativo al rischio di induzione dell'eritema.

Lo spettro di azione per induzione di eritema è stato standardizzato dalla CIE (Commission International d’Eclairage).

La dose minima per induzione di eritema dipende dal fototipo del soggetto esposto. Per soggetti caucasici debolmente pigmentati (fototipo 2) tale dose è nell’intervallo 60 - 300 Jeff/m2.

È comunque sempre da tenere in considerazione che detti valori sono del tutto orientativi, e possono variare per la cute di uno stesso soggetto, in relazione ad esempio a lesioni, cicatrici, pregresse scottature che ne alterano localmente la fotosensibilità.

Non è abitualmente necessario ai fini della valutazione del rischio UV, e della attuazione delle appropriate misure di prevenzione e protezione, ricorrere all’effettuazione di misurazioni dell’irradianza efficace della radiazione UV solare. Come riportato alla sezione C la valutazione dell’esposizione alla radiazione ultravioletta solare può infatti essere effettuata in maniera semplice a partire dall’UV index (indice UV). (Vedi FAQ C.2).

Sono disponibili in commercio rilevatori portatili dotati di sensore (tipicamente fotodiodo) in grado di misurare l’irradianza efficace della radiazione ultravioletta (UVA e UVB). Sono in genere denominati “dosimetri” in quanto sulla base di valori di irradianza misurati e registrati forniscono il valore di esposizione radiante (irradianza efficace integrata nel tempo – detta dose UV). È da specificare in merito che non esistono al momento criteri e standard metrologici di rifermento per i dosimetri UV, e il controllo della correttezza della risposta è a carico del misuratore.

La curva di sensibilita' del sensore puo' cambiare nel tempo e portare ad errori di misura molto elevati, se il sistema non è controllato e tarato rigorosamente. La misurazione delle radiazioni UV sul posto di lavoro è in genere costosa, complessa e richiede personale altamente specializzato. Il costo della misura è solo in minima parte imputabile al costo intrinseco dello strumento di misura, ma è dovuto soprattutto alla complessità del controllo della correttezza dei dati acquisiti e della corretta calibrazione, acquisizione ed elaborazione delle misure. Qualora ciò non sia realizzato le misure possono essere affette da incertezze elevate e non quantificabili, e pertanto non affidabili ai fini della valutazione del rischio e della tutela dei lavoratori.

 

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