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C.2 Quali fonti e' possibile utilizzare per la valutazione della esposizione a radiazione UV solare?

La valutazione dell’esposizione alla radiazione ultravioletta solare può essere effettuata in maniera semplice a partire dall’UV index (indice UV). Si tratta di una grandezza scalare utilizzata come unità di misura dell’intensità della radiazione solare UV che giunge al suolo. La sua definizione è stata standardizzata e pubblicata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dal World Meteorological Organization (WMO), dallo United Nations Environment Programme (UNEP) e dalla International Commission on Non Ionizing Radiation Protection (ICNIRP).

Rappresenta il valore numerico del prodotto dell’irradianza efficace, valutata sul piano orizzontale, espressa in (W/m2), moltiplicata per 40.

Ad esempio, un’irradianza efficace di 0.1 W/m2 corrisponde ad un UV index pari a 4. Un’unità di UV index è di conseguenza pari a 0,025 W/m2 di irradianza efficace, che per esposizioni pari a 1 ora (3.600 s) si traduce in un’esposizione radiante di 90 Jeff/m2.

La scala dell'indice UV viene espressa, per convenzione, da un minimo di 1 ad un massimo di 11+: più è alto il valore di UV index maggiore è l'intensità degli UV. Si fa presente che la notazione UV index "11+" si riferisce, ai fini della comunicazione del rischio, a tutti i valori UV index uguali o maggiori di 11. Data la sua immediatezza, l’UV index è raccomandato come mezzo per trasmettere rapidamente al pubblico la presenza di rischi per la salute derivanti dalla esposizione alla radiazione UV e per informare la popolazione sulle misure di protezione da adottare. In tabella C.2 si riportano i pittogrammi adottati dall’OMS per valori crescenti dell’UV index, correlati a livelli di rischio crescente.

 

Tabella C.2. Classificazione dell’UV index massimo giornaliero in funzione del livello di rischio

 L’UV index massimo giornaliero è facilmente ottenibile in rete, essendo molto spesso fornito in associazione con i dati meteo. L’impiego dell’UV index ai fini della valutazione dell’esposizione occupazionale a UV solare richiede però che i valori siano corretti per fattori moltiplicativi che tengano conto delle caratteristiche di riflessione (albedo) dell’ambiente immediatamente circostante il lavoratore.

Sul Portale Agenti Fisici (PAF) di Regione Toscana – INAIL sotto la voce “Radiazioni ottiche naturali”, è disponibile al link: http://portaleagentifisici.it/fo_ro_naturali_calcolo_esposizione.php?lg=IT una procedura guidata che consente di applicare i criteri valutativi ICNIRP 14/2007 sopra richiamati per la prevenzione del rischio da esposizione a radiazione UV solare per occhi e cute tenendo conto anche del contesto lavorativo. (Vedi FAQ C.3)

È presente inoltre l’applicazione “Sole sicuro”

(https://www.portaleagentifisici.it/fo_ro_naturali_app_sole_sicuro.php?lg=IT), scaricabile su smartphone, in grado di fornire a lavoratori e Sistema di Prevenzione Aziendale (ma anche in relazione alle attività sportive o svolte nel tempo libero), in funzione del macrosettore di attività, della località geografica, e del tipo di suolo/superficie del luogo di lavoro, la previsione dell’UV index massimo giornaliero in condizioni di cielo sereno (sulla base dei dati di UV index ricavabili da Open Weather - https://openweathermap.org), indicando le misure di protezione da adottare per lo specifico settore di attività e scenario espositivo.

La condizione di cielo sereno è stata posta per ridurre il rischio di sottostima dell’esposizione, in quanto la copertura nuvolosa, a seconda delle sue caratteristiche, può influenzare in modo rapido e variabile l’UV al suolo. (Vedi anche approfondimento alla FAQ C.3)


 

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